Criptovalute, anche l’Indonesia sale a bordo

Daniele Marinelli DT CoinLa diffusione delle criptovalute è ormai piuttosto eterogenea, sono infatti tantissimi i Paesi del mondo che ad oggi riconoscono le valute digitali come prodotti di scambio e sempre di più sono i governi che iniziano a strizzare l’occhio a questa nuova rivoluzione digitale e finanziaria.

Di recente è arrivato il “si” anche dell’Indonesia, per mano del capo del Supervisory Board (Bappebti) che ha firmato un decreto sul riconoscimento delle criptovalute all’interno del mercato dei futures. Tramite questo decreto viene dunque accettato il commercio di futures bitcoin e criptovalute e viene assegnato loro un importante valore di scambio per la borsa. La decisione è arrivata dopo mesi di studio del settore al termine dei quali si è stabilito che anche le monete virtuali possono essere considerate a buon ragione delle “merci”.

A questo punto il governo dovrà ufficializzare il tutto attraverso la sottoscrizione di un regolamento che stabilirà come affrontare temi caldi quali la tassazione, la prevenzione del riciclaggio, il finanziamento al terrorismo, le regole per lo scambio di valuta. Ad aiutare il governo nella redazione del regolamento interverranno numerose istituzioni quali la BI, l’Autorità per i servizi finanziari (OIK),  la Direzione generale delle imposte, il Centro di analisi e relazioni sulle transazioni finanziarie (PPATK) e la squadra antiterrorismo della polizia nazionale 88. A dare una mano anche le maggiori piattaforme di criptovalute esistenti come Indodax e Crypto Community, chiamate a fornire delle proposte sulle specifiche del prodotto e sulla procedura di negoziazione.

Indodax, The Indonesia Digital Asset Exchange, è stata fondata nel 2014 e, stando alle statistiche, conta già 1.147.430 membri con un aumento di 3.000 nuovi membri al giorno. La maggior parte dei membri scambia in bitcoin anche se sta aumentando notevolmente il commercio di Ethereum, non è un caso dunque che il governo richieda la presenza attiva di un colosso locale come lo è appunto Indodax.

Il futuro delle criptovalute è nell’assenza di speculazione?

Per un nuovo mercato che si apre nel sud-est asiatico, ce ne sono altri che migliorano proprio dietro casa nostra.  E’ il caso dei DT Coin di Daniele Marinelli, una innovativa moneta virtuale che aspira a divenire un punto di riferimento importante per tutti i traders che amano investire nelle criptovalute.

Il sistema messo su da Marinelli e dal suo team rappresenta il punto di congiunzione tra ciò che non si può toccare e ciò che si può soltanto percepire, trasformando la virtualità in qualcosa di estremamente “tattile”, reale. Il DT Coin infatti nasce come criptovaluta ma si sviluppa come bene di scambio immediatamente commercializzabile e profittevole.

Proprio così, l’innovazione di questa valuta digitale risiede esattamente nella sua natura “cangiante”: da una parte la moneta virtuale, dall’altro il suo valore definito attraverso un prodotto reale, il diamante appunto.

Il DT Coin infine, è gestito attraverso un algoritmo proprietario che prevede l’estrazione  massima di un numero determinato e finito di monete attraverso un processo centralizzato. Si basa su un modello di exchange particolare e vincente, il Forced Market Cap, attraverso cui il prezzo della moneta è spinto alla crescita al fine di garantire profitto per ciascun utente.

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