Psicologia: Quando si rimane ancorati al passato

unnamedVivere pienamente nel presente, proiettarsi nel futuro…Per alcuni di noi è un processo complicato.
E questa difficoltà a volte ostacola il nostro futuro, incapaci di sviluppare il nostro potenziale, di compiere la nostra missione o semplicemente di andare avanti nella vita dopo una separazione.
A volte ci si chiede come affrontare il comportamento degli altri (tra noi, spesso bloccati dal loro passato), quando voi stessi siete ancora accusati di un’esperienza più o meno sensibile?

Quello che si deve capire è che il passato fa parte inevitabilmente di noi. E ritorna molto facilmente in superficie, magari in occasione di feste (compleanni, feste di famiglia) o altri eventi della nostra vita, a volte in modo del tutto inaspettato.

I nostri figli sono anche dei campanellini che ci fanno tornare indietro! Guardarli crescere ci riporta alle nostre vite.
Ricordiamo e torniamo ai nostri piacevoli e meno piacevoli momenti. Siamo pieni di ricordi, di eventi che ci hanno segnato e costruito, in positivo o negativo.
Il passato è la mia storia! Fa parte della mia vita, che mi piaccia o no. Dobbiamo accettare questo fatto.

Inconsciamente quando viviamo un’esperienza, questa viene assorbita, immagazzinata. I neuroni che compongono queste reti, conserveranno e daranno origine al modo in cui percepiremo la realtà e daranno origine ai nostri stati d’animo.

Se abbiamo vissuto esperienze che hanno avuto un forte impatto su di noi, i ricordi conservati nel nostro cervello, emergeranno prima o poi, in modo da influenzare come interpretiamo la realtà di oggi. Per questa ragione alcune azioni e sentimenti che possono sabotare la nostra felicità, altro non sono che sintomi scaturiti da questo meccanismo di ricordi che si trova nascosto nel nostro inconscio pronto a saltare fuori…

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